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Il malocchio esiste: dipende da noi

Se crediamo che qualcuno stia infilando spilli sulla nostra bambolina, qualcosa molto presto ci accadrà: ci accadrà anche se magari, nella realtà, nessuno ci sta facendo nulla se non nella nostra fantasia.
Al contrario, potranno infilarci mille spilli, ma se noi ne siamo all’oscuro o non ci crediamo minimamente, nulla accadrà.

Ricordate: DIPENDE DA NOI, IL VEICOLO SIAMO NOI (immaginate qualcuno che, per raggiungere una meta, può chiedere solo, esclusivamente ed unicamente a voi: se voi decidete di non accompagnarlo, lui non raggiungerà mai la sua meta!).

La nostra forza deve essere che il Divino non permetterebbe mai che ci accada qualcosa di male; da qui la saggezza popolare trae le sue perle: “NON SI MUOVE FOGLIA CHE IL CIEL NON VOGLIA” oppure “MALE NON FARE, PAURA NON AVERE”.

Qui mi viene alla mente anche il bellissimo film con Nicolas Cage, “Il genio della truffa” (2003), che racconta di un personaggio geniale quanto fragile: soffrendo di ansia e agorafobia diventa dipendente dagli psicofarmaci.
E quando il medico che lo riforniva illegalmente di questi medicinali diventa irreperibile, è costretto a recarsi da un altro medico che gli fornirà nuovi psicofarmaci con cui placherà le ansie e le fobie, per poi scoprire di non essere stato curato con dei veri farmaci e che, in realtà, malattia e/o guarigione dipendevano unicamente dalla sua mente.

A questo punto, forti del fatto che TUTTO ACCADE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE AD OPERA DELLA NOSTRA MENTE (il che per alcuni potrebbe risultare deludente e frustrante, pensando che è più difficile cambiare il proprio pensiero, o addirittura rigettando l’idea di doverlo modificare, piuttosto che affrontare un nemico esterno), passiamo alle cose interessanti: ovvero le piccole-grandi “Magie” che possiamo attuare per renderci forti, inattaccabili e magari anche metterci in condizione di “attirare” la prosperità.

  • N.1 SENTIRSI BENE CON SE STESSI E COL MONDO

  • N.2 PREGARE O MEDITARE

  • N.3 STRINGERE A SÉ UN OGGETTO DI CONFORTO

  • N.4 CIRCONDARSI DI LUOGHI, PERSONE E OGGETTI BENEFICI

Malocchio spiegazione psicologica e scientifica

Il malocchio, in ottica psicologica e scientifica, si spiega soprattutto come credenza culturale che può produrre effetti reali attraverso stress, attenzione selettiva e “effetto nocebo” (aspettative negative che peggiorano o generano sintomi).

Malocchio cosa significa davvero: spiegazione psicologica e scientifica

Il “malocchio”, nel linguaggio comune, indica l’idea che uno sguardo “carico” di invidia o intenzione negativa possa portare sfortuna o malessere.
Treccani lo definisce come il potere malefico attribuito allo sguardo che si crede posseduto da alcune persone, quindi come una credenza/tradizione più che un fatto dimostrato in senso scientifico.

Questo non significa che “non succeda nulla”: significa che il modo in cui interpretiamo paura e segnali può creare conseguenze molto concrete nella vita di tutti i giorni.

Spiegazione psicologica: perché sembra reale

Quando una persona pensa “mi hanno fatto il malocchio”, spesso entra in un circuito mentale che rende tutto più pesante: corpo e mente si mettono in allerta.
Qui entrano in gioco alcuni meccanismi noti in psicologia.

  • Effetto nocebo: aspettarsi un danno può aumentare sintomi e malessere, anche senza una causa esterna “oggettiva” (è l’opposto del placebo).

  • Ipervigilanza: se hai paura, controlli di più corpo e realtà; ogni piccolo segnale diventa “prova”.

  • Bias di conferma: noti e ricordi soprattutto ciò che conferma l’idea (“dopo quello sguardo è andato tutto storto”) e scarti ciò che non la conferma.

In pratica, la credenza può trasformarsi in una lente: non crea “magia nera”, ma crea un modo di leggere gli eventi che aumenta ansia, stress e reazioni impulsive.

Spiegazione “scientifica”: stress, aspettative, sintomi (H2)

Dal punto di vista scientifico, non serve un’influenza soprannaturale perché tu stia peggio: basta un mix di stress, aspettative negative e interpretazioni minacciose.
L’effetto nocebo è un esempio chiaro di come le aspettative negative possano avere un impatto reale sul benessere percepito e sui sintomi.

Questo è il punto delicato: la sofferenza può essere autentica anche se la causa non è “esterna”.
Per questo, liquidare tutto con “sono sciocchezze” spesso non aiuta: è più utile capire come funziona il circuito mentale e come interromperlo.

Dove entrano i Tarocchi: non “prova”, ma chiarezza (H2)

La lettura dei Tarocchi, in un approccio sano, non è un laboratorio scientifico e non ha lo scopo di “dimostrare” che il malocchio esista.
Può però essere estremamente utile per un altro motivo: aiuta a mettere ordine quando la mente è piena di paura e la realtà sembra confusa.

In particolare, i Tarocchi possono aiutarti a:

  • Distinguere tra paura e dati reali (cosa stai immaginando vs cosa sta accadendo).

  • Individuare il vero “punto vulnerabile” (stress, autostima, dipendenza emotiva, conflitti irrisolti).

  • Riprendere potere personale: non “chi mi sta facendo qualcosa?”, ma “che scelta posso fare adesso per stare meglio?”.

Se una lettura alimenta ossessione (“è colpa di X”, “sei maledetta/o”, “devi tornare mille volte”), allora rinforza il nocebo invece di spegnerlo.
Se invece una lettura ti riporta a confini, azioni concrete e centratura, può ridurre la paura e quindi anche la cascata di sintomi legati all’ansia.

6 domande Tarocchi utili (quando temi il malocchio)

Queste domande sono pensate per spegnere il circuito paura–controllo e riportarti a terra:

  • “Qual è la vera fonte del mio malessere in questo periodo?”

  • “Cosa sto interpretando in modo minaccioso senza prove?”

  • “Qual è il confine che devo mettere con persone/situazioni?”

  • “Quale abitudine mentale mi sta danneggiando (ruminazione, controllo, autosvalutazione)?”

  • “Qual è il passo più concreto per tornare stabile/o?”

  • “Cosa mi aiuta a proteggere energia e serenità senza alimentare paura?”

Cosa fare subito

Se ti senti “colpita/o”, prova a fare una cosa semplice: riduci le fonti che alimentano la credenza (discussioni, contenuti, persone che ti agitano) e scegli un gesto di centratura quotidiano.
Tecniche come meditazione o respirazione possono aiutare a ridurre lo stato di allerta che rende il nocebo più forte.

Se i sintomi fisici o psicologici sono intensi o persistenti, parlane anche con un professionista sanitario: chiarire cosa sta succedendo abbassa l’ansia anticipatoria.

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FAQ sul malocchio

1) Il malocchio esiste o è suggestione?

Il malocchio è una credenza culturale diffusa; la suggestione può però produrre effetti reali attraverso stress e aspettative negative (nocebo).

2) Cos’è l’effetto nocebo e cosa c’entra col malocchio?

Il nocebo è l’effetto per cui un’aspettativa negativa può peggiorare sintomi o crearne di nuovi, e può spiegare perché la paura del malocchio “sembra” funzionare.

3) Perché dopo uno sguardo “cattivo” mi va tutto storto?

Perché puoi entrare in ipervigilanza e bias di conferma: noti di più problemi e coincidenze e li colleghi a quella causa.

4) I Tarocchi possono dire se mi hanno fatto il malocchio?

I Tarocchi non sono uno strumento scientifico di prova, ma possono aiutarti a capire cosa sta alimentando la paura e quale azione concreta ti riporta centratura.

5) Qual è il modo più sano di “proteggersi”?

Ridurre le fonti di ansia, scegliere pratiche di centratura (preghiera/meditazione) e lavorare su confini e autostima è spesso più efficace che inseguire conferme alla paura.

Cartomante Sole

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