I Tarocchi della Zingara: un mazzo ricco di mistero
I Tarocchi della Zingara sono un antico mazzo di carte utilizzato dai Rom, popolo tradizionalmente conosciuto per le proprie doti intuitive e per l’arte della divinazione. Non esiste una versione univoca o “ufficiale” di questo mazzo, ma nel tempo si sono sviluppate diverse interpretazioni legate alle tradizioni zingare.
Uno degli adattamenti più conosciuti è il cosiddetto Gypsy Deck, o Tarocchi della Zingara, le cui origini risalgono al XVIII secolo.
Le origini del mazzo: da Lenormand ai Rom
La storia dei Tarocchi della Zingara si intreccia con quella di Marie Anne Adelaide Lenormand, nata ad Alençon nel 1772. Fin da giovanissima mostrò un grande interesse per la divinazione e, in età adulta, divenne una delle cartomanti più famose della sua epoca. Tra i suoi clienti figuravano Napoleone Bonaparte, Robespierre e Luigi XVIII.
Lenormand possedeva una vasta conoscenza di astrologia, mitologia, Kabbalah, tarocchi, numerologia e alchimia. Proprio grazie a questo bagaglio culturale creò un mazzo di carte per la divinazione ispirato a fiori, erbe e talismani.
L’evoluzione del mazzo Lenormand
Nel 1828, Mademoiselle Lenormand pubblicò il suo primo mazzo, La Sybille des Salons, composto da 52 carte più due, che rappresentavano l’Uomo e la Donna.
Il mazzo, inizialmente complesso, fu successivamente ridisegnato dal noto artista Grandville e pubblicato a Parigi nel 1840 da Grimaud, in una versione ridotta con 32 carte.
Tra 1850 e 1870, apparvero ulteriori versioni conosciute rispettivamente come Le Livre du Destin e Le Petit Fortune Teller. Quest’ultima, composta da 36 carte, divenne celebre come Petit Lenormand, caratterizzata da un doppio significato positivo e negativo per ciascun simbolo.
L’adattamento zingaro dei tarocchi
Dopo la morte della Lenormand, avvenuta nel 1843, gran parte del suo sapere andò perduto. Solo cinquant’anni dopo, alcuni manoscritti furono recuperati e reinterpretati dagli Zingari, che adottarono il mazzo come strumento di divinazione e sostentamento.
Poiché i Rom rifiutavano simboli e significati estranei alla propria cultura, modificarono i disegni e adattarono il linguaggio del mazzo alla loro vita quotidiana. Così nacquero i veri Tarocchi della Zingara, anche conosciuti come Petit Lenormand, che raffigurano elementi della natura e della vita nomade — come alberi, fiumi, animali e paesaggi all’aperto.
Il significato simbolico e la lettura del mazzo
Le risposte dei Tarocchi della Zingara sono dirette e immediate, simili a un dialogo tra il consultante e le carte. Ogni simbolo contiene molte informazioni che possono essere approfondite con lo studio e lo sviluppo dell’intuizione personale.
Le versioni originarie del mazzo includevano sia gli Arcani Maggiori sia gli Arcani Minori. In seguito, i Minori furono rimossi, mentre gli Arcani Maggiori rimasero come rappresentazione dei nostri percorsi interiori e delle sfide più profonde.
Gli Arcani Minori, invece, agivano sull’inconscio e sui meccanismi mentali, mantenendo un collegamento simbolico con i Tarocchi tradizionali.
I Tarocchi della Zingara rappresentano dunque un ponte tra la saggezza antica e l’esperienza spirituale dei Rom, uno strumento di introspezione e di lettura del destino capace di unire storia, cultura e magia.
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