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La cartomanzia è legale in Italia? Quante volte ve lo siete chiesti? Facciamo chiarezza una volta per tutte.

 

Sì, la cartomanzia è un’attività legale in Italia, purché venga esercitata in modo onesto e trasparente, senza sfruttare la credulità di chi si rivolge a un cartomante. Non esiste una legge che la autorizzi in modo esplicito come professione a sé stante, ma un insieme di norme e sentenze la inquadra come attività economica lecita, alla pari di qualsiasi altro servizio professionale, a patto che non prometta infallibilità, poteri miracolosi o diagnosi che non le competono.

Vediamo da dove nasce questa risposta, e cosa significa in pratica per chi si affida a un consulto di cartomanzia.

Il punto di partenza: il divieto del mestiere di ciarlatano

Tutto parte da una norma molto antica, il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato nel 1931. L’articolo 121, ultimo comma, vieta il mestiere di ciarlatano. Il regolamento di esecuzione, all’articolo 231, chiarisce che in questa categoria rientrano anche cartomanti, chiromanti, veggenti e occultisti.

Per decenni questa norma è stata interpretata in modo molto restrittivo: una sentenza della Cassazione del 1951 arrivò a sostenere che la cartomanzia non potesse essere esercitata nemmeno nella propria abitazione. Nel 1981, però, la legge 689 del 1981 ha depenalizzato queste violazioni, trasformandole da reato a semplice illecito amministrativo.

Le norme più recenti che inquadrano l’attività

Con il passare dei decenni, il legislatore ha smesso di considerare la cartomanzia un tabù e ha iniziato a disciplinarla come un servizio commerciale a tutti gli effetti.

Il Codice del Consumo

Gli articoli 28, 29 e 30 del Codice del Consumo regolano esplicitamente le televendite di astrologia, cartomanzia e servizi assimilabili. Non le vietano: chiedono solo che non sfruttino la superstizione, la credulità o la paura del consumatore e che non lo inducano in errore.

Il decreto sui servizi a sovrapprezzo

Il Decreto Ministeriale 145 del 2006, che disciplina i servizi telefonici a sovrapprezzo, include esplicitamente astrologia e cartomanzia tra le categorie regolamentate, quindi ammesse, a patto di tariffe chiare e trasparenti.

La libertà di iniziativa economica

L’articolo 41 della Costituzione, che tutela la libertà di iniziativa economica privata, è stato usato più volte dai giudici come chiave interpretativa per aggiornare il vecchio divieto del TULPS al contesto sociale attuale.

In altre parole, se il legislatore ha ritenuto necessario regolamentare come si fa cartomanzia, tra tariffe, trasparenza e divieto di ingannare, è perché ne presuppone la liceità di base.

La sentenza che ha fatto chiarezza

Il chiarimento più importante e recente arriva da una sentenza del Consiglio di Stato, sezione terza, del 1 luglio 2020, numero 4189. Il caso riguardava una società che offriva un servizio telefonico di cartomanzia, a cui un Questore aveva ordinato la cessazione dell’attività ritenendola vietata dal TULPS.

Il Consiglio di Stato ha respinto questa impostazione, stabilendo un principio molto chiaro: la cartomanzia non è di per sé un’attività vietata. Lo diventa solo quando viene esercitata con modalità truffaldine, o idonee ad abusare della credulità popolare, ad esempio promettendo infallibilità, poteri taumaturgici, o chiedendo compensi sproporzionati rispetto al servizio offerto.

I giudici hanno anche riconosciuto che oggi chi si rivolge a un cartomante spesso lo fa per curiosità, per svago o per trovare uno spazio di riflessione su una situazione che lo preoccupa, non necessariamente per ingenuità o credulità popolare nel senso in cui la intendeva una legge scritta quasi un secolo fa.

Dove finisce la cartomanzia e inizia il reato

Il confine tra attività lecita e illecita è chiaro, anche se richiede attenzione.

  • Illecito amministrativo, articolo 121 del TULPS, non più penale dal 1981: scatta quando l’attività viene svolta in modo da abusare dell’ignoranza o della superstizione altrui.
  • Abuso della credulità popolare, articolo 661 del Codice Penale: punisce chi millanta poteri o virtù straordinarie per trarne un profitto.
  • Truffa, articolo 640 del Codice Penale: nei casi più gravi, quando c’è un vero e proprio inganno finalizzato a un ingiusto profitto, come le finte maledizioni da togliere a pagamento.

Ciò che la legge italiana chiede, in sostanza, è onestà nell’approccio: nessuna promessa assoluta, nessuna diagnosi medica travestita da lettura di carte, nessun compenso sproporzionato rispetto al servizio reso.

Come lavora un centro serio come Amoretarocchi

È proprio su questo confine, tra guida e imbroglio, che si gioca la differenza tra un servizio di cartomanzia serio e la ciarlataneria che la legge vuole colpire. Il modo in cui lavorano le nostre esperte di Amoretarocchi rispecchia esattamente i principi che la giurisprudenza ha messo nero su bianco.

  • Nessuna promessa di infallibilità. I tarocchi non prevedono il futuro in modo assoluto: offrono una lettura simbolica di energie e dinamiche in corso, uno strumento di riflessione e non un oracolo cieco.
  • Nessuna diagnosi medica o consiglio sanitario. Le nostre esperte non sostituiscono un medico: per questioni di salute, il consulto rimanda sempre a un professionista competente.
  • Trasparenza su modalità e costi, in linea con quanto richiesto dal Codice del Consumo e dal Decreto Ministeriale 145 del 2006, senza sorprese né sovrapprezzi nascosti.
  • Un servizio di ascolto e guida, non di manipolazione, con l’obiettivo di aiutare la persona a fare chiarezza su una situazione, non di alimentare paure o dipendenza dal consulto.

Questo approccio non è solo una scelta etica: è anche esattamente ciò che la legge italiana, così come interpretata dal Consiglio di Stato, considera il discrimine tra un’attività commerciale legittima e la ciarlataneria vietata.

Domande frequenti

La cartomanzia è legale in Italia?

Sì. È considerata un’attività commerciale lecita, purché svolta in modo onesto, senza promesse di infallibilità e senza sfruttare la credulità di chi richiede il consulto.

Esiste una legge che vieta la cartomanzia?

Il TULPS del 1931 vietava il mestiere di ciarlatano, categoria in cui rientravano anche i cartomanti. Questa norma è stata però depenalizzata nel 1981 e reinterpretata dalla giurisprudenza più recente, che ne ha chiarito i limiti applicativi.

Cosa rende un consulto di cartomanzia illegale?

Diventa illegale quando promette infallibilità, poteri taumaturgici o miracolosi, quando sfrutta l’ignoranza o la fragilità emotiva di chi consulta, oppure quando chiede compensi sproporzionati rispetto al servizio offerto.

Quali leggi disciplinano oggi la cartomanzia?

Gli articoli 28, 29 e 30 del Codice del Consumo, il Decreto Ministeriale 145 del 2006 sui servizi a sovrapprezzo, e la sentenza del Consiglio di Stato numero 4189 del 2020, che ne ha confermato la liceità come attività economica.

Un cartomante può fare diagnosi mediche?

No. Una lettura dei tarocchi non è mai un sostituto di una diagnosi medica: per qualsiasi questione di salute è sempre necessario rivolgersi a un professionista sanitario.

Come riconoscere un servizio di cartomanzia serio?

Un servizio serio è trasparente su prezzi e modalità, non promette risultati garantiti, non sfrutta la fragilità emotiva della persona e tratta la lettura come uno strumento di riflessione, non come una verità assoluta.