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La nostra storia si conclude con la carta (o in gergo lama) numero ventuno, nel linguaggio dei tarocchi: Il Mondo nei Tarocchi di Marsiglia

Premessa:

Posto che i Tarocchi di Marsiglia sono la via del possibile, Il Mondo, la lama numero ventuno, è la realizzazione suprema. La meta di tutte le strade, l’epilogo del romanzo della vita di cui parlava la premessa. Una donna che danza al centro della mandorla cosmica, circondata dai quattro elementi, tenendo in mano il principio attivo e quello ricettivo in perfetto equilibrio: l’androgino realizzato, l’unità ritrovata.

Come prometteva il Matto all’inizio del viaggio con la sua frase: “Tutte le vie sono la mia via”, Il Mondo è la conferma che aveva ragione. Tutte le strade, quelle facili e quelle impossibili, quelle che scendevano nelle profondità del Diavolo e quelle che salivano verso la luce del Sole, tutte portano qui: al piacere di vivere, alla realizzazione del sogno.

Il Matto e Il Mondo si richiamano: sono i due volti di una stessa energia fondamentale. Il Matto è il movimento, il viaggio, l’energia primordiale. Il Mondo è il fiore di quel seme, la danza di chi ha compiuto il percorso e ora non corre più per arrivare da qualche parte, ma danza perché è già arrivato.

Il comportamento amoroso del Mondo nei Tarocchi di Marsiglia

Se la persona che amate è rappresentata dal Mondo, avete a che fare con un uomo o una donna che ha raggiunto una profonda realizzazione interiore, che porta con sé una pienezza autentica e non ha bisogno di voi per sentirsi completo. Questo non significa che non voglia amarvi: significa che lo fa da un luogo di abbondanza, non di carenza. È la qualità d’amore più preziosa che esista. Una persona simile non ha bisogno di possedervi o essere posseduta: vuole danzare con voi.

Il consiglio di saggezza rivelato dalla lettura del Mondo nei Tarocchi di Marsiglia

Il Mondo è la realizzazione del romanzo della vita, quell’epilogo che sembrava impossibile in certi capitoli bui del percorso. Ci ricorda che il viaggio valeva ogni difficoltà, ogni crisi, ogni momento in cui il Cappellaio Matto sembrava avere ragione quando diceva: “Scappiamo Alice, qui sono tutti normali.” Perché la normalità non era la meta. La meta era questa: danzare al centro del proprio universo, liberi, interi, amati e capaci di amare.

E qualsiasi percorso, anche il più lungo e tortuoso, porta al Mondo. Ovvero alla realizzazione del vostro sogno d’amore

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