Sempre più frequentemente assistiamo a matrimoni dove la differenza di età fra i partner è davvero notevole.
In passato, in Italia, abbiamo assistito sovente a coppie formate da spose-bambine maritate a uomini molto maturi e ciò non dava per niente scandalo, anzi, visto che i matrimoni erano quasi tutti combinati, o quanto meno “consigliati” questo non solo rappresentava la normalità ma, era anche motivo di vanto e sicurezza in quanto un marito più adulto, dava maggior senso di stabilità e protezione alla famiglia.
Di contro possiamo dire che non essendoci quasi mai amore nei matrimoni combinati dalle famiglie, parallelamente, entrambi i coniugi, avevano altre storie. Che fossero reali, o solo fantasticate, servivano a compensare la mancanza di sentimento nella loro vita.
Ovviamente nei matrimoni se un uomo aveva l’amante era normale, se questo accadeva ad una donna…. No!!!
Il matrimonio d’amore: dagli anni ’50 agli anni ’70
Con il tempo la “schiavitù” dei matrimoni combinati è stata “abolita” grazie alla forza dell’amore e dei sentimenti veri, rifioriti dopo il dramma della seconda guerra mondiale. Dagli anni ’50 agli anni ’70 (date molto indicative), il matrimonio era un vero matrimonio, un “matrimonio d’amore”, con tanto di “fuitina” nel caso che le rispettive famiglie non avessero approvato.
Certo, come la natura ci impone, la donna sceglieva l’uomo anche per la capacità di sostentare la famiglia (ricchezza o attitudine al lavoro), mentre l’uomo sceglieva la donna, giovane, formosa ed in buona salute, perché doveva essere in grado di procreare e accudire il “nido” ma, da questi “suggerimenti di scelta” forniti dalla natura al caos che si sarebbe verificato dopo ce ne passa e come la storia insegna tempi di pace e tempi di guerra si alternano ciclicamente.
La rivoluzione femminista: dal ’68 al nuovo caos
A partire dal ’68, anno di punta della rivoluzione femminista, il concetto di famiglia, di coppia, di amore, viene stravolto nuovamente perché la donna, prima “proprietà” del padre e poi del marito, doveva diventare “unica proprietaria di se stessa”, da qui il famosissimo motto “L’Utero è mio e me lo gestisco io!” a significare che la donna non era solo oggetto da usare per il piacere o la riproduzione del maschio.
Come concetto di fondo sarebbe stato molto bello e futuristico e avrebbe dovuto portare pace e armonia fra uomo e donna che, finalmente dopo anni di odio-amore avrebbero convissuto in buona armonia come le due metà di una stessa mela.
Questo, a nostro parere (Sole e Luna) è quello che accadrà in un futuro non troppo lontano, ma ancora l’evoluzione umana…is work in progress!!!
Abbiamo usato il condizionale perché, la “cura” che prescrissero le femministe alla società dell’epoca, è paragonabile ad una chemioterapia cioè, una cura molto, molto aggressiva e piena di effetti collaterali, che va a distruggere le cellule malate danneggiando però anche quelle sane e di cui i benefici si contano sul lungo termine perché dopo le fasi di distruzione del nemico prima e della guarigione poi, ci dovrà anche essere una lunga fase in cui il corpo dovrà ritrovare il suo equilibrio.
I tre tipi di maschi nella società moderna
Nello specifico, per sintetizzare, le donne nei matrimoni non volevano essere più usate e maltrattate e attuarono la loro giusta battaglia ma senza tener conto che secoli e secoli e secoli ancora di storia, conferivano all’uomo uno strapotere che non poteva essere spodestato in poco tempo.
Quello che ne conseguì (e che stiamo vivendo tutt’ora), fu che le donne iniziarono a guardare i maschi con altri occhi. Non più donzellette sprovvedute ed innamorate ma vere tigri alla riscossa capaci di accaparrarsi il maschio migliore.
Gli uomini dal canto loro, vuoi per cultura, ma anche per genetica, non sapendo più quale fosse il loro ruolo, vedendo delle femmine sempre più sfacciate e selettive, si sono divisi in tre trances:
-
Gli “Incattiviti”, uomini sempre più maschilisti, violenti e crudeli.
-
Gli Indifferenti o Pseudo-omosessuali cioè quelli che preferiscono rimanere single perché il rapporto uomo-donna è diventato troppo complesso o addirittura, pur non essendo prettamente omosessuali, si avvicinano al loro stesso sesso perché lo comprendono meglio e
-
I Maschi “Antichi” cioè quelli che non demordono e cercano ancora di creare il rapporto di coppia come lo intendevano i nostri bisnonni.
Ci sarebbe anche un quarto tipo, cioè, gli uomini “Nuovi” cioè quelli che veramente credono in un rapporto paritario, quelli che creeranno il futuro ma che, per ora, sono ancora una piccolissima percentuale.
Il maschio “Antico” e la crisi dei matrimoni
Continuando il nostro discorso sui matrimoni con differenza di età, prenderemo in considerazione proprio il tipo d’uomo che abbiamo denominato maschio “Antico” cioè quegli uomini che non si arrendono al fatto che il mondo non sia più quello del medioevo o dei tempi dei loro nonni e, quindi, continuano a considerare la donna (e ancor più la “loro” donna) come un oggetto di loro proprietà, al pari della loro macchina o della loro moto.
Questi purtroppo sono gli uomini che hanno anche creato il conflitto uomo-donna che viviamo oggi. Grazie a loro e alla cultura che contribuiscono a diffondere, è passato il messaggio che fare “Coppia” o fare “Famiglia” sia una sciagura inesorabile da evitare come la peste. Liti in famiglia, mogli picchiate, figli comandati a bacchetta come soldatini, nessuna possibilità di comunicazione e interazione familiare hanno fatto si che via via negli anni i giovani si disamorassero sempre più, trasformando il sogno d’amore che coronava nel matrimonio, in un rapporto libero, casomai fatto di convivenza (un legame facilmente scioglibile), se non addirittura di “singletudine”.
Questa crisi degli antichi valori che ci furono trasmessi di generazione in generazione è poi ricaduta su tutti noi, anche sulle persone che continuavano a credere nel matrimonio.
Le generazioni dagli anni ’80: solitudine e relazioni difficili
Chi è nato dagli anni ’80 in poi si è trovato a percorrere la vita sentimentale spesse volte in modo disordinato e discontinuo. Spesso figli di genitori divorziati e assenti perché in carriera. Ha sviluppato un carattere problematico. Trovare un fidanzato/a non è più stata una cosa semplice e scontata (questo anche a causa di altri fattori che hanno interagito quali ad esempio la minor serietà delle persone, la dedizione ad alcool droghe e vita sregolata, l’avvento di internet come strumento apparentemente socializzante ma, in realtà, fortemente disgregante se pensiamo che possiamo parlare comodamente con la Cina ma non rivolgiamo parola ai nostri vicini di casa) e tantissime “truffe sentimentali”.
Il boom delle relazioni con differenza di età e nazionalità
In questo clima caotico fatto di incomprensioni fra i due sessi ha sicuramente generato solitudine e voglia di amore e passione inespressa. Per soddisfare tali bisogni primari molte persone hanno cominciato a sceglier strade apparentemente e illusoriamente più facili, quali ad esempio il relazionarsi con persone di età molto diversa dalla propria e spesso anche di nazionalità diversa dalla propria.
Così a partire dagli anni ’90 si è registrato il boom di signori di mezz’età tristemente sposati in matrimoni piuttosto “grigi” espatriati verso l’est Europa a cercare l’amore di giovanissime ed avvenenti signorine che, il 99% delle volte si rivelavano solo in cerca di soldi e fortuna, rovinando così famiglia, conto in banca e carriera del mal capitato e relativa depressione e declino.
Anche per le donne, anche se in misura minore questo meccanismo ha prodotto i medesimi effetti. Aitanti cubani o dominicani di un ventennio più piccoli rispetto alla signora borghese che si illudeva di esser amata quando in realtà stava solo mantenendo a distanza la famiglia del suo lui.
Purtroppo il meccanismo tristemente noto era il seguente: un lui o una lei benestanti, in balia della crisi di mezza età si lasciano sopraffare dalle lusinghe illusorie di giovani a caccia di fortuna che non avendo nulla da perdere giocavano carte veramente sporche, per poi lasciare i malcapitati soli e spennati.
Il ritorno al “moglie e buoi dei paesi tuoi” (versione moderna)
Dopo anni in cui si è assistito a questo fenomeno di massa, le persone sono diventate sicuramente più attente e diffidenti nei confronti del diverso, dove per diverso si intende una persona che per età, per etnia o provenienza o per qualsiasi necessità può intrattenere una relazione non per amore ma per secondi fini.
E’ arrivata quindi di nuovo l’era di “moglie e buoi dei paesi tuoi” ma con la differenza che comunque, a partire dal 2000, vuoi il cambio moneta o l’apertura all’Europa o l’epoca della consapevolezza che il lusso è per tutti tanto si può pagare a rate, tante ragazze e ragazzi nostrani hanno deviato dall’amore tornando a scegliere (come in tempi remoti) il compagno non in base all’amore e neanche in base alla bellezza ma, solo basandosi sulla capienza del portafogli.
Abbiamo detto che questo era un tempo normale perché in tempi di carestia si assicurava così benessere la progenie. Meno normale è invece scegliere il compagno ricco solo perché ci garantirà abiti firmati viaggi e co.
Ecco quindi ventenni corteggiare il maturo uomo d’affari e soprattutto cosa nuova e che desta tutt’oggi scalpore ragazzini con “tiratissime” cinquantenni (diciamo che fra un Berlusconi e giovane compagna e una Lori del Santo e giovane compagno, per altro sono entrambi Bilancia, sicuramente il secondo esempio ci impressiona di più).
Come si riconosce l’amore vero?
Tante cose ancora ci sarebbero da dire, tante le abbiamo tralasciate ma, in sintesi, quello a cui tutti ambiamo è l’amore e quello che tutti ci domandiamo dopo aver mangiato la “Mela della Conoscenza” che ci ha resi sicuramente molto dubbiosi e sospettosi è:
COME SI RICONOSCE L’AMORE VERO?
Tutto quello che vi abbiamo appena detto e che vi diremo è frutto esclusivamente dell’esperienza personale e professionale che abbiamo acquisito nel tempo. Per quanto vi potrebbe sembrare banale e deludente la risposta è solo una: SARA’ SOLO IL TEMPO A DIRVI LA VERITA’ e (come diceva Piero Chiambretti) COMUNQUE VADA SARA’ UN SUCCESSO!!!
La vita vi metterà difronte numero scelte, numerose storie, tutto ciò che dovete fare è VIVERLE. Non privatevi di nulla se il vostro istinto vi porta verso una storia, anche la più impossibile voi seguitelo.
Fate tutto quello che vi viene spontaneamente da fare e non seguite nessuna regola preimpostata perché NESSUNA STORIA SARA’ MAI UGUALE AD UN’ALTRA. Come quando il medico vi dice di non prendere mai una medicina di un vostro amico solo perché vi pare avere dei sintomi simili ai vostri.
L’esperienza con le Sibille: storie impossibili diventate amore vero
Nel corso della nostra vita professionale abbiamo visto storie cominciare bene e finire malissimo, storie che hanno avuto un decorso più o meno “appassionante” ma regolarissimo e anche tantissime storie sui cui anche noi, se non avessimo avuto lo strumento delle carte, avremmo scommesso un centesimo.
Storie assurde, strane, lontananza, antipatia e anche opportunismo, trasformatosi poi in amore.
Quando lavoro con le Sibille, uso soprattutto le carte del seme di Cuori per indagare sulle relazioni amorose. Per esempio, la Regina di Cuori rappresenta spesso la consultante donna, mentre il Fante di Cuori può rappresentare il partner o un nuovo interesse amoroso. Quando escono insieme in una stesa, mi raccontano della qualità del legame, delle intenzioni reciproche e soprattutto del tempo necessario perché la verità emerga.
In molti consulti ho visto coppie con grande differenza di età dove le Sibille mostravano autenticità: carte come il Cuore (amore sincero), la Lettera (comunicazione aperta), la Casa (progetto di vita insieme) confermavano che non era calcolo ma sentimento vero. Altre volte invece uscivano il Denaro vicino al partner, la Falsità, il Tradimento: e lì capivo che l’età era solo una delle maschere di un gioco sporco.
Le Sibille sono carte famose proprio per “parlare tanto” nei consulti d’amore e dare dettagli concreti sui rapporti, ed è per questo che le uso quotidianamente con le mie consultanti.
L’amore può nascondersi ovunque
Togliamoci definitivamente dalla testa la favola di Cenerentola perché è solo una storia per far addormentare i bambini. Chi cresce pensando che arrivati i 16 anni arriverà il principe azzurro, bello, ricco e famoso e che ci farà vivere la vita della famiglia del Mulino Bianco, perde una grandissima fetta di vita.
L’AMORE PUO’ NASCONDERSI OGNI DOVE E VUOLE GIOCARE A NASCONDINO CON NOI, NON CI RESTA CHE STANARLO.
Questo non significa avere il prosciutto sugli occhi ma, con maturità, consapevolezza e anche un po’ di sana incoscienza VIVERE.
Un Abbraccio
LUNA
Link utili:
Vuoi fare un passo in più dopo questa lettura? Entra su AmoreTarocchi oppure prova i
Tarocchi Gratis (3 domande su WhatsApp).