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Il Feng Shui è una disciplina tradizionale cinese che studia la relazione tra le persone e lo spazio in cui vivono (casa, ufficio, paesaggio), con l’obiettivo di favorire un flusso armonioso di energia, spesso indicata come qi/chi. Il nome “Feng Shui” viene citato come termine già presente in un testo classico attribuito a Guo Pu (276–324 d.C.), il Book of Burials, anche se storicamente l’arte era conosciuta anche come “Kanyu”, cioè “osservare il cielo e osservare la terra”.
Cosa studia il Feng Shui
Secondo l’International Feng Shui Guild, il Feng Shui è lo studio dello spazio personale e del flusso di energia, applicabile sia agli interni sia al paesaggio esterno. In pratica, nelle sue varie scuole, il Feng Shui osserva come la posizione, la forma del luogo, l’orientamento e il contesto (elementi naturali o costruiti) possano sostenere o ostacolare la qualità dell’abitare. Proprio per questo, nel tempo è diventato un insieme articolato di metodi, con principi condivisi ma applicazioni diverse a seconda dell’approccio.
Un breve cenno storico (Tang e bussola Luopan)
Una tappa importante nello sviluppo del Feng Shui classico è collegata all’uso di strumenti per misurare le direzioni. La Feng Shui Society sottolinea che la “grande rivoluzione” per il Feng Shui classico coincide con la comparsa della prima bussola luo pan (luopan), collocata a una data incerta “forse” durante la dinastia Tang (circa 700 d.C.). Questo passaggio è cruciale perché permette misurazioni più accurate rispetto a metodi antichi basati, ad esempio, sull’ombra di un bastone verticale piantato nel terreno.
Nella stessa ricostruzione, alla fine della dinastia Tang viene citato un grande maestro, Yang Yung Sun (spesso traslitterato anche Yang Yun Song), a cui è attribuita la creazione dell’“anello dei 72 Draghi” sul luopan. In altre parole, la bussola Feng Shui non è un semplice oggetto di orientamento: è uno strumento complesso che integra livelli di informazioni e corrispondenze simboliche usate nelle valutazioni geomantiche.
Le principali scuole: Forma e Bussola
Uno dei modi più chiari per capire il Feng Shui è distinguere tra due grandi famiglie di approccio, spesso presentate come “Form School” (Scuola della Forma) e “Compass School” (Scuola della Bussola).
La Scuola della Forma è descritta come l’approccio originario, basato sull’osservazione delle caratteristiche topografiche e del rapporto tra un luogo e le sue forme circostanti. L’IFSG usa la metafora della “poltrona” (armchair): idealmente un edificio è “sostenuto” dietro e “protetto” ai lati, con uno spazio più aperto davanti, così da combinare stabilità e apertura. In termini pratici, viene indicata una logica di base: avere alle spalle una massa più stabile (collina o rilievo) e davanti una zona più attiva o luminosa, spesso associata alla presenza di acqua o di apertura verso il sole. Queste idee, nate dall’osservazione dei luoghi, si sono poi trasformate in protocolli e criteri anche per la disposizione degli interni e la lettura del contesto costruito.
La Scuola della Bussola, invece, nasce dopo la Scuola della Forma e mette al centro l’orientamento e il rapporto tra direzioni e abitanti. L’IFSG spiega che, in origine, venivano usati strumenti semplici (ago e ciotola) per individuare l’orientamento migliore dal punto di vista direzionale e solare, e che col tempo questi strumenti si sono evoluti nel luopan, molto più ricco di “anelli” informativi. Nella pratica della Compass School, il Bagua viene descritto come una rappresentazione diagrammatica collegata al luopan e orientata secondo le direzioni reali (ad esempio: il Nord del Bagua va collocato sul Nord reale della planimetria). Inoltre, la Compass School mette in relazione l’orientamento (come quello della porta principale) con direzioni personali calcolate in base ai dati di nascita degli occupanti.
Feng Shui oggi: tradizione e approcci contemporanei
La storia del Feng Shui non è lineare e, secondo la Feng Shui Society, una parte della trasmissione del Feng Shui classico è stata caratterizzata da riservatezza, rendendo difficile ricostruire “in modo preciso” l’evoluzione dei calcoli nel tempo. La stessa fonte cita anche passaggi più recenti, come la diffusione di forme contemporanee dagli anni ’80, legate a maestri che hanno introdotto sistemi moderni in Occidente. L’IFSG, dal canto suo, evidenzia che esistono diverse prospettive e scuole (tra cui anche approcci contemporanei), e che la confusione nasce spesso proprio dalle diverse applicazioni pur partendo da principi di base comuni.
Come applicare il Feng Shui nella disposizione della casa moderna
Per applicare il Feng Shui in una casa moderna conviene partire da poche regole solide e “pratiche”, senza trasformare tutto in un rituale: osserva prima il flusso (come ti muovi negli ambienti), poi l’orientamento e infine la funzione di ogni stanza. L’idea di fondo è creare spazi che sostengano la vita quotidiana con un’energia più ordinata e leggibile, usando strumenti classici come il Bagua e principi di base della scuola della Forma (osservazione di forme e protezioni) e della scuola della Bussola (orientamento).
1) Parti dall’ingresso (porta e percorso)
In molte tradizioni del Feng Shui l’ingresso è un punto chiave perché è la “bocca” da cui entra l’energia in casa, quindi va reso semplice da attraversare e non congestionato. Nella pratica moderna questo si traduce in un percorso libero: la porta deve aprirsi bene, non devi “sbattere” su scarpiere, sedie o scatoloni, e il corridoio dovrebbe guidare naturalmente verso il soggiorno. Anche la luce aiuta: un ingresso troppo buio o confuso è più difficile da vivere e, in ottica Feng Shui, rende più “pesante” il passaggio.
2) Usa la logica della “poltrona” (supporto dietro, apertura davanti)
La scuola della Forma (Form School) lavora molto su protezione e stabilità: l’IFSG spiega il concetto della “armchair position”, cioè una configurazione ideale con sostegno dietro e protezioni ai lati, e apertura sul fronte. In una casa moderna non hai colline e montagne, ma puoi riprodurre l’idea con scelte di layout: divano con parete piena alle spalle, letto con testata contro una parete solida, scrivania non “nel vuoto” ma con un appoggio dietro. L’obiettivo è ridurre la sensazione di esposizione e aumentare quella di controllo e comfort nelle postazioni dove riposi o lavori.
3) Applica il Bagua sulla pianta (metodo classico o “porta”)
Il Bagua è una delle mappe base usate nel Feng Shui per analizzare un ambiente in relazione a specifiche aree della vita. In ambito didattico viene spesso spiegato così: prendi la planimetria della casa e sovrapponi la griglia Bagua allineandola in modo coerente (alcuni metodi la allineano alle direzioni reali con la bussola, altri la allineano alla parete dell’ingresso). La cosa importante, in una casa moderna, è scegliere un metodo e applicarlo in modo costante, perché mescolare orientamenti diversi crea confusione anche nell’interpretazione.
4) Riduci il “clutter” (oggetti inutili e disordine)
Molti approcci contemporanei collegano il “clutter clearing” (eliminare il superfluo) al miglioramento del flusso del qi/chi, perché il disordine è visto come un ostacolo al movimento dell’energia. In termini molto concreti: ripiani pieni, scatole accatastate, vestiti “in sospeso” o progetti mai finiti rendono più difficile pulire, muoversi e usare la casa, e tendono a creare una sensazione di pesantezza. Se vuoi un criterio semplice: inizia da ingresso, corridoi e zona giorno, cioè gli spazi più “di passaggio”, perché è lì che il flusso si blocca più facilmente.
5) Adatta il Feng Shui alla casa contemporanea
Gli appartamenti moderni hanno spesso open space, corridoi ridotti e molte funzioni nella stessa stanza: per questo il Feng Shui funziona meglio quando lo traduci in scelte di interior “sensate”. L’IFSG sottolinea che il Feng Shui può essere applicato sia agli interni sia al contesto esterno, quindi in città puoi considerare edifici, strade e “vuoti” urbani come l’equivalente delle forme naturali. In pratica: privilegia una disposizione leggibile (zone chiare: relax, lavoro, pranzo), riduci ostacoli nelle traiettorie, e cura le postazioni principali (letto, divano, scrivania) con supporto e una buona visuale.
Esempi pratici di Feng Shui per l’ufficio
Passiamo molte ore alla scrivania: per questo il Feng Shui dell’ufficio punta soprattutto su ordine, supporto e controllo visivo dello spazio. Anche piccoli cambiamenti (spostare la scrivania, liberare superfici, migliorare luce e aria) possono rendere l’ambiente più “vivibile” e aiutare concentrazione e benessere durante il lavoro.
1) La scrivania in “Command Position”
Uno dei principi più citati è la command position: sederti in modo da vedere l’ingresso della stanza senza essere perfettamente in linea con la porta. L’International Feng Shui Guild spiega che questa disposizione aumenta la sensazione di sicurezza e controllo e viene considerata fondamentale per elementi chiave come letto, scrivania e fornelli.
Esempi pratici:
- Se puoi, metti la scrivania in diagonale rispetto alla porta, così la vedi con un colpo d’occhio ma non sei “investito” direttamente dal flusso in entrata.
- Evita di lavorare con la schiena verso la porta: molte persone, anche senza conoscere il Feng Shui, avvertono più tensione in quella posizione.
- Se l’architettura non te lo consente, l’IFSG nota che spesso si usano soluzioni come specchi posizionati strategicamente per aumentare il campo visivo (senza cambiare la scrivania).
2) Supporto dietro la schiena (regola della “poltrona”)
Un’altra regola pratica, legata alla scuola della Forma, è avere un buon supporto alle spalle e una vista più aperta davanti. L’Institute of Feng Shui consiglia di assicurarsi che dietro la sedia ci sia una parete solida, perché lo spazio vuoto dietro la schiena può aumentare la sensazione di vulnerabilità e disturbare la concentrazione.
Esempi pratici:
- Metti la sedia con parete piena alle spalle (anche una libreria stabile può aiutare come “presenza” di supporto).
- Se lavori in postazioni tipo “cubicle” con passaggi dietro, crea una separazione soft: una libreria bassa, un paravento leggero o un mobile che dia un minimo di protezione.
3) Superficie libera: meno disordine, più flusso
Secondo l’Institute of Feng Shui, il primo principio di base in ufficio è ripulire il disordine, soprattutto sulla scrivania, perché il clutter viene descritto come qualcosa che stagnando blocca il flusso di qi e l’energia del luogo. Tradotto: se vuoi una scrivania “fortunata”, deve essere anche una scrivania utilizzabile.
Esempi pratici (veloci):
- Lascia solo 3 cose “vive”: PC, taccuino, una lampada (tutto il resto in cassetti o contenitori).
- Usa cartelline, organizer e una mensola: l’obiettivo è far muovere lo sguardo e le mani senza ostacoli.
4) Luce e aria: “energia” reale, prima di tutto
L’Institute of Feng Shui invita a valutare quanta “energia” (qi) c’è in generale: un ufficio in seminterrato o senza finestre tende a richiedere più attenzione su luce e ricambio d’aria. Vengono suggerite soluzioni concrete come aumentare luce, aria fresca, e in assenza di luce naturale usare lampadine a spettro simile alla luce diurna.
Esempi pratici:
- Se hai finestra: apri 5 minuti al mattino e 5 al pomeriggio, così eviti aria stagnante.
- Se non hai finestra: cura l’illuminazione (lampada da scrivania + luce ambiente) per evitare l’effetto “caverna”.
5) Occhio alle distrazioni: finestra davanti e “testa fuori”
L’Institute of Feng Shui avverte che una scrivania al finestrone con vista può portare a distrazione (il focus “scappa fuori”), soprattutto quando serve concentrazione e produttività. Non significa “niente finestra”, ma che conviene gestire la posizione in modo intelligente.
Esempi pratici:
- Se la finestra è l’unica opzione: mettila di lato rispetto allo sguardo principale, oppure usa tende leggere per ridurre stimoli quando devi lavorare “deep”
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